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Valle Brembana e futuro dei piccoli Comuni lombardi: la proposta di Mazzoleni in Regione

⏱️ Durata stimata di lettura: 3 min

La proposta “Territorio, Comunità e Lavoro” punta a rendere più attrattivi i paesi sotto i 5.000 abitanti, partendo anche dalle esigenze delle valli bergamasche
Non solo turismo, non solo presenze concentrate nei fine settimana. Il futuro dei paesi della Valle Brembana passa anche dalla possibilità di attirare persone che possano vivere il territorio in modo più continuativo, lavorando da remoto, utilizzando i servizi locali e contribuendo alla vita delle comunità.

È dentro questa prospettiva che si inserisce il PDL n. 196 “Territorio, Comunità e Lavoro”, depositato in Consiglio regionale da Alberto Mazzoleni. Una proposta che guarda ai piccoli Comuni lombardi e prova a costruire strumenti concreti per rafforzarne l’attrattività, soprattutto nelle aree dove spopolamento, servizi e lavoro restano temi centrali.

La Valle Brembana come caso concreto

La proposta riguarda l’intera Lombardia, ma il legame con la Valle Brembana è immediato. Il territorio brembano conta 37 Comuni, quasi tutti piccoli o molto piccoli: una realtà amministrativa e comunitaria in cui la sfida non è soltanto conservare ciò che esiste, ma creare nuove condizioni per restare, tornare o scegliere di vivere questi paesi.

In Lombardia i Comuni con meno di 5.000 abitanti sono oltre mille, quasi il 70% del totale regionale. In provincia di Bergamo sono 168. Numeri che raccontano una parte fondamentale del territorio lombardo, fatta di valli, comunità locali, associazioni, imprese e paesi che chiedono strumenti per continuare a essere vivi e competitivi.

“I piccoli Comuni non chiedono assistenza – afferma Mazzoleni –. Chiedono strumenti per poter competere, trattenere servizi, attrarre nuove competenze e costruire opportunità per chi vuole restare, tornare o scegliere questi territori”.

Lavoro da remoto e permanenza qualificata

Il PDL di Mazzoleni punta a favorire la presenza nei piccoli Comuni lombardi di lavoratori da remoto, professionisti, ricercatori, artisti, creativi, giovani famiglie e nuove competenze. L’obiettivo non è quello di trasformare i borghi in semplici mete di passaggio, ma promuovere una presenza più qualificata: persone che, anche per periodi limitati, possano abitare il territorio, lavorare, utilizzare servizi e attività locali e creare relazioni.

Per una valle come la Brembana, il tema è particolarmente concreto. Portare nuove energie nei paesi significa rafforzare anche il tessuto sociale: dalle attività economiche alle associazioni, dai servizi di prossimità agli spazi condivisi.

Gli strumenti previsti

La proposta prevede progetti comunali o sovracomunali, anche con il coinvolgimento del Terzo Settore, per rendere i territori più accoglienti verso chi lavora con strumenti digitali. Tra le azioni indicate ci sono il recupero dell’esistente senza nuovo consumo di suolo, la creazione o il potenziamento di spazi di coworking, attività formative e culturali, servizi di orientamento e iniziative di comunità.

Nel testo compaiono anche la piattaforma regionale “Lombardia Connessa”, il marchio “Borghi Digitali Lombardi” e il Patto di Cittadinanza Temporanea, pensato per favorire un rapporto più diretto tra chi arriva e le comunità locali.

Un passaggio da seguire per i sindaci

Il testo è stato assegnato alla II Commissione consiliare in sede referente. L’iter dovrebbe prendere avvio nell’autunno 2026, con audizioni e confronto con i territori.

Per la Valle Brembana sarà un passaggio da seguire con attenzione. Il tema tocca questioni molto concrete per i piccoli Comuni lombardi: lavoro, casa, mobilità, servizi, associazionismo e capacità dei paesi di costruire nuove opportunità senza perdere la propria identità.

Alberto Mazzoleni Consigliere Regionale

Pubblicato il 09/07/2026
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