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Energia dalle dighe, oltre 5,4 milioni per 22 Comuni della Valle Brembana

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Ammonta a 5.472.524,01 euro il valore complessivo riferito a 22 Comuni della Valle Brembana per la monetizzazione dell’energia gratuita prodotta dalle grandi derivazioni idroelettriche. La cifra emerge sommando gli importi contenuti nei dati allegati alla comunicazione di Regione Lombardia.

Il totale comprende 4.650.134,26 euro di arretrati relativi al periodo 2021-2025 e 822.389,75 euro come quota teorica per il 2026. Quest’ultima è calcolata sulla produzione del 2025 e, come specificato nel documento, nell’ipotesi del pagamento del 100% del dovuto.

La proposta di deliberazione con gli importi da trasferire ai Comuni beneficiari sarà sottoposta alla Giunta regionale nella seduta di lunedì 27 luglio.

Carona, Lenna e Moio de’ Calvi ricevono le quote più alte

Tra i Comuni della Valle Brembana, gli importi più elevati riguardano Carona, Lenna e Moio de’ Calvi. Per ciascuno sono indicati 476.400 euro di arretrati e una quota teorica 2026 di 71.256,11 euro, per un valore complessivo di 547.656,11 euro.

Seguono Branzi e Mezzoldo, ai quali sono riferiti 404.119,02 euro di arretrati e 61.426,21 euro come quota teorica per il 2026, per un totale di 465.545,23 euro ciascuno.

Complessivamente, l’energia gratuita in Valle Brembana interessa 22 amministrazioni comunali. Le somme relative al 2026 restano teoriche, mentre gli arretrati riguardano gli importi maturati dal 2021 al 2025.

Regione Lombardia: trasferimenti previsti entro l’autunno

Il quadro è stato presentato dall’assessore regionale agli Enti locali, Montagna, Risorse energetiche e Utilizzo della risorsa idrica Massimo Sertori ai Comuni delle province di Bergamo, Brescia, Como, Lecco, Monza e Brianza, Varese e della Città Metropolitana di Milano.

Durante l’incontro sono stati anticipati gli importi relativi alla monetizzazione dell’energia gratuita per il 2026 e gli effetti delle recenti sentenze delle Sezioni unite della Corte di Cassazione. Secondo Regione Lombardia, le decisioni hanno confermato integralmente l’operato regionale sia in materia di canoni sia di energia gratuita.

«Le sentenze hanno sbloccato, infatti, il pagamento in favore della Regione di oltre 200 milioni di euro di arretrati legati sia ai “canoni” sia all’“energia gratuita”», ha dichiarato Sertori.

L’assessore ha ricondotto il risultato al percorso iniziato nel 2019, quando Regione Lombardia ha stimolato e contribuito alla realizzazione della legge nazionale sulla regionalizzazione delle grandi derivazioni idroelettriche.

La normativa prevede la possibilità, attraverso una legge regionale, di introdurre la cessione gratuita di una parte dell’energia alla Regione. La Lombardia ha deciso per legge di conferirla ai Comuni dei territori interessati dalla presenza delle infrastrutture idroelettriche.

«L’incontro di oggi – ha concluso Sertori – ha anticipato agli amministratori locali gli effetti positivi per i territori interessati dell’esito del contenzioso che vedrà complessivamente il trasferimento entro l’autunno ai Comuni e alle Province interessate delle somme spettanti, sia a titolo di canoni che di energia gratuita».

Mazzoleni: «Oltre 28,5 milioni di euro a Bergamo»

Considerando anche i canoni delle grandi derivazioni idroelettriche, per l’intera provincia di Bergamo le risorse complessive tra arretrati e competenze 2026 superano i 28,5 milioni di euro.

«Le sentenze della Corte di Cassazione che confermano integralmente la legittimità dell’operato di Regione Lombardia rappresentano una notizia di straordinaria importanza per i nostri territori», ha dichiarato il consigliere regionale Alberto Mazzoleni, componente della Commissione Montagna e vicepresidente di UNCEM Lombardia.

«Si chiude positivamente un lungo contenzioso e si sbloccano risorse che spettano alle comunità che da decenni convivono con gli impianti idroelettrici e contribuiscono alla produzione di energia per l’intero Paese».

Mazzoleni ha citato, tra gli esempi, Carona, Lenna e Moio de’ Calvi, oltre a Valbondione e Valgoglio, richiamando anche gli altri Comuni della Valle Brembana, della Valle Seriana e della Valle di Scalve coinvolti.

«È un risultato che nasce da un percorso politico e istituzionale avviato da Regione Lombardia già nel 2019, con la regionalizzazione delle grandi derivazioni idroelettriche. Un percorso che ha affermato un principio fondamentale: il valore prodotto nei territori montani deve tornare ai territori montani», ha aggiunto il consigliere.

Secondo Mazzoleni, le risorse potranno tradursi in investimenti per la manutenzione del territorio, i servizi essenziali, l’efficientamento energetico e il sostegno alle comunità locali.

Dal 2027 il trasferimento del 100% dei canoni

La destinazione delle risorse ai territori sarà ulteriormente rafforzata dal 2027. L’emendamento alla legge di assestamento prevede il trasferimento del 100% dei canoni delle grandi derivazioni idroelettriche, sia nella componente fissa sia in quella variabile, al netto della quota trattenuta dalla Regione per i costi di gestione.

Mazzoleni ha definito questa scelta un rafforzamento del principio di equità territoriale e un riconoscimento del ruolo delle comunità montane nella produzione di energia.

Pubblicato il 23/07/2026
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