Trasporto scolastico dall’Abf di San Giovanni Bianco: «Orari difficili, meglio l’auto»

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«Meglio andare a scuola in auto, accompagnati da genitori o nonni. Con il bus non riusciremmo ad arrivare a casa in orari decenti». È un po’ di questo tenore la risposta che il 20% degli studenti dell’Azienda bergamasca formazione di San Giovanni Bianco ha dato al questionario distribuito recentemente dalla dirigente.

Una risposta che mette in evidenza le difficoltà del trasporto scolastico in Valle Brembana. I risultati del sondaggio, illustrato duranti i recenti Stati generali della montagna tenuti dal Pd alla Green house di Zogno, sono stati forniti a 139 studenti su 300 che frequentano la scuola.

«C’è chi arriva a casa la sera»

Circa il 10% degli alunni si sveglia prima delle 6 per essere a scuola alle 8,30, mentre molti concludono le lezioni alle 14,30 e arrivano a casa tra le 17,30 e le 18. E gli orari, dettati dalle coincidenze dei mezzi pubblici, costringono molte famiglie a ricorrere al trasporto privato, sostenuto spesso dall’aiuto dei nonni.

La dirigente ha sottolineato come queste criticità influiscano negativamente sul futuro degli studenti, limitando il loro tempo libero e indebolendo il senso di appartenenza alla comunità. «Arrivare a casa ormai a sera significa non avere spazio per attività sportive o sociali», ha affermato Milesi, che ha evidenziato come l’orario scolastico venga spesso adattato a quello del trasporto pubblico, e non viceversa.

Il bacino d’utenza dell’istituto copre un’area vasta, che va dall’alta Valle Brembana e Valle Imagna all’alta Val Serina, fino all’hinterland di Bergamo. Per gli studenti provenienti dai paesi più lontani le difficoltà sono maggiori: molti devono lasciare casa ancora prima delle 6 per prendere i primi bus, mentre il rientro è spesso gravato da ritardi.

Così il 20% degli intervistati ha ammesso di preferire il trasporto in auto per aggirare i limiti del servizio pubblico. E la dirigenza ha ricevuto numerose richieste di permessi per uscite anticipate, con genitori che chiedono di poter ritirare i figli un’ora prima. «La scuola è un diritto, ma anche un obbligo», ha ricordato Milesi, pur riconoscendo le richieste delle famiglie.

«Sempre più difficile trovare insegnanti»

Tuttavia, la risposta dell’Agenzia del trasporto rimane negativa: «Non abbiamo risorse, non abbiamo autisti». Questo vuoto si traduce in un ulteriore fattore di abbandono della valle. Secondo i dati Istat, la popolazione scolastica residente in Val Brembana è passata da 6.500 alunni nel 2019 a 5.600 nel 2024, con una proiezione di 4.400 entro il 2034. È un calo più marcato rispetto a tutta la provincia di Bergamo. Anche la ricerca di docenti è complicata, a causa delle difficili condizioni della viabilità in montagna. «Un tempo gli insegnanti avevano un punteggio maggiore per venire qui — ha spiegato Milesi – oggi non è più così».

Pubblicato il 14/10/2026
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