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Serina, presentata la “Casa Rosa”: a Valpiana il primo progetto del “Dopo di Noi”

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Sarà una casa destinata ad accogliere una decina di persone con disabilità o altre fragilità, ma soprattutto un progetto che coinvolge direttamente le famiglie nel costruire il futuro dei propri cari. È stata presentata nei giorni scorsi a Serina la “Casa Rosa”, primo progetto del “Dopo di Noi” della Fondazione Futuri Condivisi, in corso di realizzazione nella frazione Valpiana di Serina.

L’immobile è attualmente interessato dai lavori di ristrutturazione, che procedono rapidamente. L’intervento punta anche alla sostenibilità ambientale grazie all’installazione di pannelli fotovoltaici e di un impianto geotermico, con l’obiettivo di rendere la struttura il più possibile autonoma e meno esposta agli aumenti dei costi energetici.

L’incontro di presentazione, al quale hanno partecipato numerose persone, è stato dedicato soprattutto al percorso che ha portato alla nascita della “Casa Rosa”, più che agli aspetti tecnici dell’intervento, confermando l’interesse che il tema del “Dopo di Noi” suscita sul territorio.

«Tra i monti della Val Serina sta spuntando una nuova speranza: “Casa Rosa” non è solo un edificio in ristrutturazione, ma il cuore pulsante di un sogno condiviso che nasce nel 2019 – ha detto il presidente della Fondazione, Flavio Valli -. Un luogo dove la famiglia torna ad essere l’alfa e l’omega, dove la cura diventa cura dell’anima e della comunità, e dove ogni persona con fragilità trova non un “parcheggio”, ma una vera casa per vivere l’autonomia. È un invito a camminare insieme, guidati da generosità e spiritualità, per costruire un futuro in cui nessuno sia lasciato indietro».

Nel corso dell’incontro è intervenuto anche Khursid Mazzoleni, primo abitante della casa, che ha portato la propria testimonianza: «La ‘Casetta rosa’ di Futuri Condivisi non è un’imposizione, ma una possibilità che ti coinvolge e ti sostiene».

La cooperativa Contatto & La Bonne Semence affiancherà il progetto curandone il lavoro educativo. L’iniziativa è finanziata anche dalle famiglie dei futuri ospiti, dalla Fondazione Banco del Monte di Lombardia e dalla Fondazione Cariplo.

Per Fondazione Cariplo era presente la vicepresidente Valeria Negrini, che ha sottolineato: «Prendersi cura significa prendere posizione su come si intende e si vuole trasformare la società. Una società che non sia frammentata, in cui ogni cittadino ha un impegno e una responsabilità verso l’altro nella comunità. La Casa rosa è un luogo di vita: qui non si abiterà soltanto, ma sarà luogo che permette di lavorare, di vivere la propria socialità».

Tra gli interventi anche quello del delegato vescovile don Chicco Re, che ha evidenziato la necessità di unire gli sforzi per dare concretezza ai progetti: «Ognuno deve fare la sua parte, ma poi le parti devono essere messe insieme. Bisogna rischiare di fare cose nuove».

Pubblicato il 30/06/2026
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