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Paladina-Sedrina esclusa dall’iter veloce. Perché nessuno l’ha chiesto?

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Paladina-Sedrina esclusa dall’iter veloce. Perché nessuno l’ha chiesto? E’ di pochi giorni fa che quattro opere della nostra provincia avranno un percorso rapido nell’iter di approvazione (pur non essendoci magari ancora progetto o finanziamento). Esclusa la Paladina-Sedrina che, a parole, viene continuamente considerata una se non LA PRIORITA’ DELLA NOSTRA PROVINCIA.

Poi, nella realtà dei fatti, quando ci sarebbe la possibilità i accelerare l’iter, grazie a un commissario straordinario del Governo (visto che si è in attesa da 30 anni di quest’opera), nessuno della politica locale ne chiede l’inserimento? Perchè?

E’ la domanda che si pone la nuova forza politica Futuro Nazionale, in valle rappresentata da Ezio Berera, vicesindaco di Branzi e consigliere in Comunità montana. Ecco le sue considerazioni che arrivano dopo analoga protesta del Comune di San Pellegrino.

La nota di Futuro nazionale

Quattro opere bergamasche in corsia preferenziale. Per la Valle Brembana nemmeno una parola.


Il D.L. 107/2026 è legge. Quattro opere bergamasche avranno un commissario straordinario per accorciare i tempi di realizzazione: lo scavalco ferroviario «Salto del montone» a Treviglio, i lotti Entratico-Casazza-Spinone al Lago della variante alla Statale 42, il lotto 2 della variante alla Statale 469 tra Capriolo e Sarnico, la variante alle curve della Selva sulla Statale 671.


Il completamento della Tangenziale Sud di Bergamo — lotto Paladina-Villa d’Almè/Sedrina – non c’è.
I tre emendamenti che hanno prodotto questo risultato sono stati rivendicati pubblicamente come «una svolta decisiva per la rete viaria e ferroviaria della provincia di Bergamo».
Evidentemente c’è una parte di questa Provincia che non è considerata allo stesso modo. Ed è sempre la stessa.

“E non ci dicano che non si poteva”


E non venissero a dire che non si poteva. Il commissariamento delle quattro opere è stato presentato dalla stessa proponente come un intervento «a costo zero per lo Stato». Non stanzia un euro. Nomina un responsabile e accelera le autorizzazioni. Aggiungere la Paladina-Sedrina a quell’elenco non avrebbe tolto un euro a nessuno, non avrebbe richiesto coperture economiche, non avrebbe rallentato le altre quattro opere di un solo giorno.

È stata una scelta


Paladina-Sedrina esclusa dall’iter veloce. Non è stato un vincolo di bilancio. È stata una scelta. E le scelte hanno un autore. I fatti, per chi volesse provare a raccontarla diversamente. La Statale 470 della Valle Brembana è tornata nella rete ANAS nel maggio 2021, con lo stesso identico atto che ha restituito ad ANAS la Statale 671 della Val Seriana: la strada è dello Stato da cinque anni. Il progetto del lotto Paladina-Sedrina è stato validato il 21 febbraio 2025 e consegnato ad ANAS un mese dopo: è l’unica opera stradale bergamasca con un progetto definitivo concluso, mentre per le altre il commissario è incaricato anche «della progettazione».
Strada dello Stato. Progetto pronto. Costo zero.


E non è stata inserita lo stesso.


E qui la faccenda diventa grottesca. La motivazione con cui i tre emendamenti sono stati chiesti è far correre l’iter progettuale e autorizzativo ed evitare estenuanti ritardi burocratici. Benissimo.
Peccato che si stia accelerando l’iter di opere che un progetto non ce l’hanno ancora – per due di esse il commissario è incaricato proprio «della progettazione» – e per le quali non risulta alcun finanziamento. Si mette il turbo a pratiche che devono ancora nascere, mentre l’unica opera bergamasca con il progetto chiuso e consegnato resta in coda.
Non è un’accelerazione. È una fila fatta saltare.


Al di là delle chiacchiere, la verità è che non interessa a nessuno. Tre emendamenti per la provincia di Bergamo, ma non per la Valle Brembana. Chi li ha scritti aveva sotto gli occhi il caso più eclatante dell’intera provincia — un progetto definitivo fermo da un anno e mezzo sulle autorizzazioni, cioè esattamente il problema che dice di voler risolvere. Ha preferito guardare altrove.
Non ci raccontino che era complicato.

Non costava niente, il progetto era l’unico pronto e la strada è dello Stato. Bastava una riga. Non è stata scritta perché la Valle Brembana non è nella lista delle priorità di nessuno. Ce lo dicano almeno in faccia.

E poi c’è il conto lungo, quello che paghiamo tutti. Nel dicembre 2006 la convenzione tra Provincia di Bergamo e ANAS quantificava la realizzazione di questo lotto in 90 milioni di euro. Il progetto del 2024 ne indica 527. Sono 437 milioni bruciati dall’attesa: non dall’inflazione, dall’inerzia. Trent’anni di tavoli, sopralluoghi, cronoprogrammi smentiti e fotografie con il caschetto in testa. Nessuno ha mai detto no a quest’opera. Semplicemente, non l’ha mai presa a cuore nessuno.


Nel frattempo il territorio ha messo mano al portafoglio. Dei 6,15 milioni della progettazione definitiva, 1,8 li hanno tirati fuori i Comuni della Comunità Montana Valle Brembana: paesi di montagna che si autotassano per completare la progettazione di una strada dello Stato, consapevoli che il futuro passa dalla realizzazione dell’opera. Poi la Provincia ha stanziato 250.000 euro per le indagini ambientali sull’ex discarica di Petosino. Qui ognuno ha fatto la sua parte, e qualcuno anche
quella degli altri.


E il 20 maggio scorso, al Ministero delle Infrastrutture, l’obiettivo dichiarato da tutti i presenti era inserire la Paladina-Sedrina nel Contratto di Programma ANAS. Tre mesi dopo, alla prima occasione utile, l’opera non c’era. Tanto valeva risparmiarsi il viaggio a Roma.
Chiediamo che l’opera venga inserita tra gli interventi commissariati al primo provvedimento
utile. Una riga. Zero euro.

Ci vediamo a settembre


E chiediamo a ogni Parlamentare e a ogni consigliere regionale eletto in questa Provincia di dire pubblicamente, con nome e cognome, se quell’emendamento è disposto a presentarlo. Non ci interessano le repliche, i comunicati di chiarimento e gli inviti alla responsabilità. Ci interessa la riga.
A settembre contiamo chi c’è (mese in cui sono in programma tre incontri informativi sull’opera e poi, a ottobre, il corteo, ndr).

Pubblicato il 08/08/2026
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