Il governatore Fontana accolto in Val Brembana dalla protesta per la Paladina-Sedrina

“Siamo stanchi. Sempre in coda a perdere tempo e denaro”. E’ la scritta che, ai 1.992 metri del passo San Marco, si è trovato davanti mercoledì pomeriggio 15 luglio il governatore della Lombardia Attilio Fontana, al suo ingresso in territorio brembano. Fontana è stato accolto da uno striscione di protesta.
Il governatore arrivava dalla Valtellina ed era diretto in Val Brembana per la presentazione dei progetti relativi alla cosiddetta strategia delle Aree interne. Ovvero il recupero dell’ex colonia Selmo a Piazza Brembana, che diventerà centro polifunzionale, e la demolizione dell’ex albergo alla Conca dell’Alben di Oltre il Colle, sulle cui ceneri sorgerà un centro a servizio del turismo. Opere finanziate dalla Regione. Qui la presentazione.
La protesta del comitato
Il comitato viabilità della Valle Brembana non ha perso l’occasione per far sapere al governatore quale sia il vero problema di questo territorio. Né un centro polifunzionale né un centro servizi turistici, seppure lodevoli, potranno risolvere il problema dello spopolamento e dell’abbandono della valle.
La realizzazione della Paladina-Sedrina resta la priorità. E lo hanno detto con un chiaro striscione nel punto più alto della viabilità brembana che, però, mai come ora ha toccato livelli bassissimi. Visto che per andare a Bergamo dall’alta valle servono anche più di due ore. E il viaggio da e per la valle è spesso da incubo.
“Ambientalismo da salotto”
Il vicesindaco di San Pellegrino, Vittorio Milesi, ha preso anch’egli l’occasione della visita di Fontana per una nota stampa sulla vicenda. Difendendo l’operato del consigliere regionale Jonathan Lobati recentemente attaccato da alcune posizioni ambientaliste, E ribadendo l’assoluta necessità dell’opera.
“Chi accusa di “superficialità” o “leggerezza” il consigliere Lobati – scrive Milesi – per aver sollevato dubbi sulla sostenibilità economica delle modifiche apportate al progetto, ignora – o finge di ignorare – la complessa storia di quest’opera. In questi anni, per accogliere le legittime sensibilità ambientali e le richieste degli Enti di tutela, il progetto è stato profondamente modificato. Prevedendo la gran parte del tracciato in galleria e imponenti opere di mitigazione. Interventi necessari, ma che hanno fatto lievitare i costi complessivi in modo vertiginoso. Rendendo il reperimento delle risorse finanziarie ancora più difficile. Il paradosso intollerabile è che oggi, di fronte a un’opera ampiamente rivista e integrata per salvaguardare il paesaggio, i fronti del “No” continuano a opporsi con la stessa identica intransigenza. Chiedersi pubblicamente se sia sensato gravare l’opera di circa 100 milioni di euro per misure di mitigazione non è pertanto mancanza di rispetto per l’ambiente, ma è senso di responsabilità per il denaro pubblico e per un’infrastruttura che deve finalmente essere realizzata”.
“Non condanniamo la valle”
“Il vero danno ambientale è lo spopolamento e l’abbandono della montagna. C’è un ambientalismo da salotto, prettamente metropolitano, che vorrebbe trasformare le nostre valli in riserve indiane, ignorando le dinamiche reali della vita in montagna. Negare collegamenti stradali rapidi, moderni e sicuri significa condannare la Valle Brembana all’isolamento e al dramma dello spopolamento. Se mancano le infrastrutture, i giovani se ne vanno, le imprese chiudono e il territorio si svuota”.
“La montagna non si tutela abbandonandola a se stessa. Quando crolla il presidio umano, vengono meno anche la cura dei boschi, la pulizia dei versanti e la manutenzione dei corsi d’acqua. Questo abbandono provoca danni idrogeologici e ambientali reali, devastanti e neppure lontanamente paragonabili all’impatto di una strada moderna e fluida. Il traffico congestionato è un problema ambientale e sanitario.
La vera tutela della salute dei cittadini non si fa bloccando le opere, ma togliendo le auto dai centri abitati. Le colonne interminabili di mezzi leggeri e pesanti che ogni giorno restano intrappolati in coda nei Comuni del fondovalle inquinano infinitamente di più rispetto a un flusso di traffico scorrevole, canalizzato in infrastrutture moderne. Sostenere il trasporto pubblico e infrastrutture come la tramvia è corretto, ma pensare che il ferro possa sostituire interamente la viabilità stradale per il trasporto delle merci e i servizi d’emergenza della Valle è pura utopia”
“I consiglieri siano uniti”
“È tempo di decidere. Amministrare significa scegliere e avere il coraggio di sbloccare ciò che è fermo da oltre trent’anni. Sostenere, quindi, posizioni pragmatiche e di buonsenso significa difendere il diritto dei cittadini della Valle Brembana a vivere e lavorare dignitosamente a casa loro, garantendo sicurezza, sviluppo e una tutela ambientale che sia reale e non puramente ideologica. I veti e l’ostruzionismo fini a se stessi hanno già fatto perdere troppo tempo al nostro territorio e questo è il momento per procedere con determinazione verso il completamento della tangenziale sud. La Valle Brembana chiede risposte vere e l’auspicio è che i Consiglieri regionali del territorio, Jonathan Lobati, Alberto Mazzoleni e Pietro Macconi, facciano davvero squadra. Per sbloccare definitivamente l’opera e legare la loro azione e i loro nomi alla concreta realizzazione della Paladina-Sedrina. Dimostriamo che la nostra Provincia sa ancora progettare il proprio futuro, difendendo chi la montagna la vive e la custodisce ogni giorno”.


