Anche Averara senza giornali. L’ira del consigliere: ennesimo colpo alla montagna

Dopo la Val Taleggio, rimasta senza rivendita di giornali dallo scorso marzo, ora è la volta di Averara, in alta Val Brembana. Da lunedì 28 settembre l’unico negozio di alimentari, che fa anche da edicola, non riceve più riviste e quotidiani. Eppure il distributore passa proprio a pochi metri dal negozio, lasciando poi i giornali a Santa Brigida.
Lo stop ha suscitato l’ira del consigliere comunale Fabio Annovazzi: «Da lunedì non è più disponibile alcun quotidiano presso il negozio di Averara. A nulla sono valse le feroci rimostranze della bottegaia col grembiule blu – scrive Annovazzi -. Per carità, nulla di vitale, ma se si vuole leggere un quotidiano cartaceo occorre prendere l’auto e sciropparsi almeno un paio di chilometri ogni santo giorno».
«Ma il camioncino passa sotto l’edicola»
«La beffa clamorosa è che il camioncino coi plichi di giornali passa esattamente nella strada sottostante alla nostra rivendita. Quindi la piccola fermata non comportava nessuna variazione di percorso all’incaricato (con conseguente consumo di carburante), se non una sosta di pochissimi secondi. Ma questi particolari sfuggono a chi ha deciso a tavolino di eliminare le piccole e poco produttive edicole montane, snobbando i lettori locali».
«Chissenefrega delle persone anziane, degli ultimi nostalgici della carta stampata e del suo profumo, dei disabili, dei non automuniti – continua -. Si convertano anche loro alla rivoluzione virtuale questi retrogradi! Piaccia o meno è ora che, come nel comparto sanitario, si adeguino, pena l’emarginazione e lo stigma sociale. Ma non vi vergognate? Geni senza lampada, da premio ignobel per la letteratura. Queste decisioni francamente mi fanno digrignare i denti e ribollire il sangue».
«Un’ennesima e stupida mazzata alla montagna e ai piccoli paesi, questa è la verità papale. Più che aiutarci a vivere, stanno cercando in tutti i modi di farci “ crepare“ , con le buone o con le brutte, e questi piccoli particolari sono solo la punta dell’iceberg cui stiamo andando incontro».
