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Diga sempre aperta e poca acqua, la fontana di San Pellegrino resta spenta

⏱️ Durata stimata di lettura: 3 min

Paratie della diga di San Pellegrino sempre aperte, quindi poca acqua nel fiume. E così la fontana artistica di San Pellegrino – che pesca acqua proprio nei pressi della diga – è ormai praticamente inutilizzabile da due anni (salvo rare occasioni in cui c’è più acqua).

Costata 150mila euro, con 70 getti che spruzzano fino a 12 metri nel fiume, illuminata di sera, doveva funzionare per 120 giorni all’anno: da maggio a settembre per 4 ore al giorno. Così purtroppo non è stato.

Dopo la sua inaugurazione, la centrale idroelettrica di Zogno si è fermata poiché i canali che portano acqua da San Pellegrino necessitano di manutenzione. Quindi diga sempre con le paratie abbassate e niente acqua nei canali. E pochissima acqua davanti alla fontana che pesca proprio da lì.

Paratie della diga aperte, canali maleodoranti

Paratie della diga aperte. E da allora il canale che porta acqua alla centrale spenta è diventato una palude a cielo aperto, piena di melma e rifiuti, causa di odori e proteste dei residenti vicini, che in estate si vedono invasi da insetti e zanzare. Per tale motivo lo scorso marzo il Comune di San Pellegrino ha scritto a Regione Lombardia chiedendo il rilascio a Enel dell’autorizzazione per i lavori di manutenzione e la riattivazione della centrale idroelettrica e quindi del canale: “Da tempo Enel si è detta pronta a intervenire a proprie spese con la manutenzione – scrive il sindaco Fausto Galizzi -. Non si capisce, quindi, perché non viene concesso il via libera ai lavori e alla successiva riattivazione della centrale che può produrre una media di 40milioni di kilowattora l’anno, tanti in un periodo di grave crisi energetica”.

Dal canto suo la Regione aveva replicato di aver ricevuto il progetto di manutenzione da parte di Enel, un intervento che prevede però tempi lunghi. Stava quindi verificando con l’Enel l’opportunità di un intervento ora o se attendere il bando per la nuova concessione nel 2029.

I danni economici e igienici

Ora l’ipotesi è di anticipare il bando per la nuova concessione così da iniziare quanto prima anche la manutenzione dei canali per poter riaprire la centrale.

Nel frattempo restano la mancata produzione di energia, i problemi igienico-sanitari legati ai canali vuoti, l’erosione anche da parte del Brembo sulle sponde a San Pellegrino, nei pressi della diga. E appunto – anche se rappresenta sicuramente il male minore – l’impossibilità di utilizzo della fontana artistica sul lungobrembo.

La fontana spenta e la poca acqua nel Brembo davanti alla diga di San Pellegrino

Pubblicato il 20/07/2026
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