AstrOrobie, ingegnere aerospaziale progetta osservatorio astronomico a Foppolo

Un osservatorio astronomico è in fase di realizzazione a Foppolo. Si chiamerà AstrOrobie. L’iniziativa, ancora in una fase embrionale, punta a valorizzare la stazione turistica posta tra i 1.600 e i 2.100 metri di quota come meta dell’astroturismo, il settore dedicato all’osservazione del cielo.
Ideatore del progetto è Gianmaria Veronese, 40 anni, ingegnere aerospaziale milanese con origini foppolesi. La scelta del luogo è legata alla combinazione di altitudine, orizzonti aperti, cieli limpidi e inquinamento luminoso limitato, condizioni considerate favorevoli sia per l’osservazione sia per la fotografia astronomica.
«A circa due ore da Milano, Foppolo conserva ancora un cielo sufficientemente buio da permettere l’osservazione della Via Lattea a occhio nudo e la fotografia degli oggetti più deboli dell’universo», ha spiegato Veronese. «Non è il luogo più remoto d’Europa né quello con il cielo più buio del pianeta, ma rappresenta un punto d’incontro tra accessibilità e qualità del cielo».

Foppolo, condizioni ideali per l’osservazione
Secondo la scala di Bortle, utilizzata per misurare l’inquinamento luminoso su una graduatoria da 1 a 9, Foppolo si colloca al livello 4. Per confronto, Ganda di Aviatico, dove è presente un osservatorio, è classificata al livello 5.
La luce artificiale rappresenta uno dei principali ostacoli all’osservazione astronomica: schiarisce il cielo notturno e rende progressivamente invisibili le stelle e gli oggetti celesti più deboli. Per milioni di persone la Via Lattea non è più osservabile a occhio nudo, mentre la fotografia di nebulose e galassie richiede la raccolta di segnali luminosi estremamente tenui.
Il cuore tecnologico di AstrOrobie è Manta, un astrografo, cioè un telescopio progettato specificamente per fotografare il cielo. Il sistema è stato ideato e sviluppato da Veronese con il supporto tecnico di aziende specializzate e si basa sull’utilizzo in parallelo di più telescopi Newton a specchi, perfettamente allineati e rivolti verso la stessa regione di cielo.
Manta è attualmente operativo con due telescopi e sta evolvendo verso una configurazione a tre strumenti, pensata soprattutto per riprendere gli oggetti celesti meno luminosi. A parità di condizioni, la configurazione completa potrà raccogliere in una notte una quantità di segnale paragonabile a quella ottenibile da un telescopio tradizionale in circa dieci notti.

I riconoscimenti della stampa al progetto
Le prime immagini realizzate con il sistema hanno già ricevuto riconoscimenti dalla stampa di settore per la qualità ottenuta. Secondo Veronese, la velocità dello strumento e la qualità del cielo di Foppolo lavorano insieme: «Possiamo raccogliere molta luce in poco tempo, ma soprattutto farlo sotto un cielo abbastanza buio da permetterci di fotografare soggetti estremamente deboli, che dalla città sarebbero impossibili da distinguere dal chiarore del cielo».
L’osservatorio avrà anche una funzione didattica e divulgativa. L’obiettivo è organizzare incontri, visite, osservazioni e iniziative legate alla ricerca e all’osservazione del cielo, un campo che in Italia è diffuso soprattutto in Trentino-Alto Adige, Valle d’Aosta, Abruzzo e Sicilia ed è attualmente in forte espansione.
La collocazione definitiva del telescopio non è ancora stata individuata: prossimamente verrà selezionata una location nel paese e sono già in corso contatti con la società proprietaria degli impianti di risalita. È inoltre prevista la costituzione di un’associazione che dovrà gestire le attività del progetto.
Obiettivo: certificazione all’istituto di astrofisica delle Canarie
Veronese guarda anche alla possibilità di ottenere una certificazione per il cielo di Foppolo. «Ci sono località del Trentino e della Valle d’Aosta che si stanno facendo certificare dall’Istituto di astrofisica delle Canarie. L’obiettivo è anche il nostro», ha affermato.
«Per AstrOrobie, Foppolo non è semplicemente il luogo da cui fotografare il cielo», ha concluso Veronese. «È un patrimonio naturale da valorizzare e raccontare. Proteggere il buio significa proteggere uno degli ultimi paesaggi naturali che ancora ci rimangono».

