Valle Brembana a Marcinelle, 70 anni dopo resta vivo il legame

A settant’anni dalla tragedia mineraria di Marcinelle, anche la Valle Brembana ha preso parte alle celebrazioni che l’8 agosto hanno riportato al Bois du Cazier il ricordo dei lavoratori morti nel 1956.
Tra i bergamaschi presenti in Belgio c’erano Alberto Mazzoleni, consigliere regionale che per dieci anni ha guidato la Comunità Montana Valle Brembana ed è stato sindaco di Taleggio, e Giorgio Sonzogni, sanpellegrinese e presidente della Sezione ANA di Bergamo. Due presenze che avvicinano alla Valle una commemorazione legata alla storia del lavoro e dell’emigrazione italiana.
Dalla Bergamasca al Bois du Cazier
La partecipazione bergamasca è stata numerosa. Circa quaranta persone hanno raggiunto il Belgio grazie all’organizzazione di Lara Magoni, residente a Selvino e oggi parlamentare europea.
La presenza bergamasca a Marcinelle ha riunito anche realtà e persone da anni impegnate nel mantenere vivo il legame con le comunità italiane all’estero e con la memoria della tragedia. Tra queste Carlo Personeni, presidente dell’Ente Bergamaschi nel Mondo, e Mariuccia Abondio, moglie di Lino Rota, il minatore nembrese partecipò alle operazioni di soccorso dopo il disastro e, negli anni successivi, contribuì a mantenerne viva la memoria attraverso il Museo della Miniera di Nembro.
Un altro filo che unisce Bergamo alla memoria di Marcinelle passa dalla famiglia Tremaglia. Tra i presenti figuravano infatti Andrea Tremaglia e Arrigo Tremaglia, consigliere comunale di Bergamo, nel solco dell’impegno portato avanti da Mirko Tremaglia a favore degli italiani nel mondo. Proprio a questo percorso è legata la Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo, celebrata ogni 8 agosto dal 2001, nella stessa data della tragedia di Marcinelle.
Assunto Benzoni, il volto bergamasco della tragedia
Ma il rapporto tra Bergamo e Marcinelle non appartiene soltanto alle commemorazioni di oggi. Tra i 262 minatori che persero la vita al Bois du Cazier, 136 dei quali italiani, figura infatti anche Assunto Benzoni, originario di Cerete. Il suo nome è ancora oggi riportato nell’elenco ufficiale delle vittime conservato dal memoriale belga.
Benzoni aveva lasciato la Bergamasca per cercare lavoro all’estero. Originario di Cerete e successivamente trasferitosi a Endine Gaiano, era emigrato in Belgio nel 1954 insieme alla moglie Giulia Andreoli. L’8 agosto 1956 rimase vittima dell’incendio nella miniera, a 975 metri di profondità.
È anche attraverso storie come quella di Benzoni che il settantesimo anniversario assume una dimensione meno distante: dietro i numeri della tragedia ci sono persone partite dai paesi bergamaschi per costruire altrove il proprio futuro.
Memoria e sicurezza sul lavoro
Nel corso delle celebrazioni Mazzoleni ha richiamato proprio il significato che quella tragedia conserva ancora oggi, sintetizzandolo nei temi del lavoro, della sicurezza e della dignità: «Il lavoro deve dare futuro a una persona e alla sua famiglia: non può mai chiedere in cambio la vita».
Un messaggio che accompagna la presenza della Valle Brembana a Marcinelle e che, settant’anni dopo, unisce il ricordo delle vittime alla storia dell’emigrazione che ha attraversato anche le comunità bergamasche.



